Bye Bye Democrazia: la Manovra al Senato senza discussione

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La democrazia diretta si scontra con quella parlamentare e i dubbi su come operi il Governo crescono: il voto in Senato sulla Manovra

In serata, quello che sarebbe uno dei due fulcri della sovranità democratica popolare, il Senato, voterà un Maxiemendamento economico fiscale di cui i Senatori hanno letto solo sui giornali (qui il nostro http://caffeopinione.com/accordo-iva-italia-aumento/)

Un voto (di fiducia) che avverrà senza aver dato ai deputati di maggioranza la possibilità di emendare il provvedimento o di denunciare l’inserimento di “porcate” dell’ultima ora da parte delle opposizioni.

Manca il tempo, si deve far fretta, dicono i Bianconigli al Governo.


e la democrazia?

“C’è dispiacere perché ci sarebbe piaciuto lasciare al parlamento un più ampio margine di discussione. Ma non mi devo giustificare perché il negoziato con l’Europa non é durato così tanto per colpa del governo”. Dice Conte alludendo, a favore di camera e webeti, che la colpa sia – ancora e ancora – della Commissione.

Qualcuno ancora ci crederà all’arringa difensiva dell’avvocato del Governo Di Maio – Salvini, così come alla difesa dei due imputati “i numeri sbagliati nella prima manovra sono colpa dei tecnici del MEF”.

Ma, allora, che hanno fatto Salvini e Di Maio negli ultimi mesi? Non hanno letto la manovra? Non hanno mai ascoltato o letto le critiche ai numeri che arrivavano da ogni lato dello stivale, del continente e del mondo? E quando difendevano a spada tratta la Manovra contro tutti e tutto, lo facevano sulla fiducia?

Demagogia, sempre e solo quella. La stessa che spinge Salvini a dire “se avessimo approvato manovre economiche sotto dettatura, come per i precedenti Governi non ci troveremmo a Natale ad approvare la manovra: l’Italia si è fatta finalmente sentire”.

“La Ragioneria”, sottolinea il capogruppo leghista al Senato Romeo, “non era abituata”.

Un’affermazione ridanciana, ma che rimarrà scolpita nella storia. Quando cominceranno i mancanti adeguamenti pensionistici o quando arriveranno le lacrime e sangue per disattivare l’aumento dell’IVA, quando, insomma, la balla della Manovra diventerà realtà, saprete di chi è la colpa.

Del Governo, lo stesso che ha usato, nella sua prima stesura, la Manovra al solo scopo di scrivere un manifesto di demagogia, sapendo che quell’impostazione fosse irrealizzabile non per “i vincoli europei”, ma per la semplice realtà economica del paese – qui il link: http://caffeopinione.com/governo-manovra-carta-bufale/


In breve


Il Berlusconismo 3.0

Intanto, così si vota nell’Italia del 2018, ma, in fondo, va tutto bene: i figli spuri di Berlusconi e del Berlusconismo (Lega e 5 Stelle) compiono l’ultima rottura del nostro ordinamento, svuotando il Parlamento delle sue prerogative.

In fondo, il MoVimento l’ha sempre detto che la democrazia parlamentare è superata, che i parlamentari devono agire come un corpo unico. E la Lega.. beh, siamo all’interno del “modello Orban” esaltato di Salvini, quindi che problema c’è?

Non è quello che volevate?

Un parlamento sovrano composto di soldatini dal voto compulsivo?

Come sempre, tutto in Italia cambia per non cambiare nulla e ora, chi urlava ai “governi non eletti” e all’uso della “fiducia come colpo di Stato”, vota sovranamente la fiducia ad un maxiemendamento presentato a scatola chiusa.

PS: la fiducia è sempre stata usata per proteggere il Governo, ma rimane la prima volta che la fiducia si unisce ad un provvedimento non discusso in Parlamento, quindi risparmiatevi gli “e allora i Governi precedenti”.

Pubblicato su Facebook il 22 dicembre 2018


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