La musica vive, i musicisti cercano di sopravvivere e gli ascoltatori muoiono.

La musica vive, i musicisti cercano di sopravvivere e gli ascoltatori muoiono.

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Il consumismo musicale fa schifo.

Sapete chi ha detto "Parlare di musica è come ballare di architettura"?

Un mostro sacro della musica del ‘900: Frank Zappa. Mi aspetto che ognuno di voi almeno una volta nella vita abbia ascoltato qualcosa di quest’uomo (uomo? genio? dio?) altrimenti vi posso assicurare che vi siete persi una gran fetta di bellezza del panorama musicale mondiale.

Comunque, cominciamo col ricordare le sue parole. Spietatamente ironico e comico in tutte le sue opere, nei ritagli di tempo ci regalava anche autentiche perle di saggezza.

Ebbene si: non ha senso parlare di musica, data la vastità delle emozioni che ci regala. Sarebbe davvero come “ballare di architettura”, cantare di matematica, aggiungete voi altri paradossi.

Invece, io, di qualcosa, oggi, credo di dover parlare, mio caro omonimo! Perché ai tuoi tempi, salvo qualche raro caso, bastava sparare nel mucchio per trovare musicisti con le palle, musica da brividi e… Arte. Si certo: i Sex Pistols non brillavano certo per padronanza tecnica dei loro strumenti, il trash anni ’80 ha toccato vette del ridicolo inarrivabili, e c’era già chi si vantava di “suonare i dischi”, un espressione da DJ che al sottoscritto fa venire il mal di testa.

Il punto è che fino a pochi anni fa, nel bene o nel male, ognuno diceva la sua e anche se a me “lui” faceva cagare, a un altro piaceva e non si poteva discutere. Ognuno suonava la propria musica e si ritagliava una fetta di seguaci. I gusti non possono essere messi in discussione. Ognuno trae emozione da un particolare sound.

Ci sono i fenomeni di massa, i fenomeni di nicchia, la musica per pochi, quelli che “o li ami o li odi” ecc..

O almeno, questo è ciò che accadeva normalmente, perché poi sono arrivati ben altri fenomeni su cui bisogna per forza discutere, pena la morte della musica stessa.

Ragazzi… si è aperto un dibattito qualche tempo fa sul fatto che nessuno voglia più pagare per scaricare musica, fossero anche 10 euro per spotify.

Di comprare CD ormai neanche a parlarne, e andare ai concerti? Ai concerti di nuove giovani band intendo? Si, basta che sia gratis. Al limite un’offerta libera all’ingresso.

Si, se sono miei amici, gli devo fare il favore di supportarli... d’accordo.

Chi me/ce lo fa fare di portare avanti la nostra proposta musicale con questi presupposti? Naturalmente la passione e l’amore incondizionato per la musica, ma sarebbe gradevole che qualcuno avesse ancora quella dolce speranza di “poter sfondare un giorno”, senza passare dai Talent Show, senza mostrare culi e tette, e soprattutto, senza essere una cover band, o peggio ancora, una TRIBUTE BAND.

ALT! sono stato io il primo a suonare per anni cover e ancora adesso mi diverto a farle e stravolgerle, ma mai, MAI ho pensato di voler sfondare scimmiottando i miei vari beniamini, né mai sono stato orgoglioso di assomigliare a uno di loro! Ma non è neanche questo il punto. Se siete degli psicopatici che si vestono da Vasco, cantano come Vasco e parlano alla Vasco anche giù dal palco per “mantenere il personaggio” e arrotondare lo stipendio, fate vobis, ognuno si arrangia come può. Qui la questione non è chi lo fa, ma chi lo segue!

Cioè: 10 persone all’ultima serata del nuovo progetto post rock dei miei amici (ingresso gratis), e 200 persone PAGANTI per la fantastica tribute band degli U2, dei DOORS, dei METALLICA?? Cazzo, gliel'ho visto fare! 10 euro di ingresso + consumazione per seguire un fake!

Tanto si è fatto, che sono nati i “MONSTERS OF TRIBUTES”, cioè veri e propri festival per le tribute band

Quali sono le conseguenze di questo? Una in particolare direi, e la conoscete bene.

I locali e gli spazi per concerti in generale danno la massima priorità a chi “porta gente”. Ve ne siete lamentati per anni e anni e al posto di una ribellione di massa, che piuttosto ci costruiamo un palco in strada e ci supportiamo l’un l’altro fino a ristabilire l’ordine, che si fa? Si mette su una tribute band per “portare gente”… troppo facile! E chi meglio di una tribute band è in grado di farlo, soprattutto in Italia, dolce patria di esterofili pecoroni… ciao ciao nuove proposte, ricambio, nuovo ossigeno per la Musica.

Quindi siamo a posto così? Ascolteremo e seguiremo, non so,  i Rolling Stones, fino al loro 128’ compleanno e una volta morti scalpiteremo davanti all’ingresso del locale dove propongono la loro tribute band ufficiale?

Parliamone. PARLIAMONE. Si deve parlare di MUSICA. Farla tornare a vivere. Che faccia cagare o che sia spettacolare, che almeno sia la vostra musica.

KEEP ON ROCKIN’!

Nessuno vuole musica libera, ma soldi e... ascoltiamo Trap

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Vorrei una rivoluzione "musicale" e non ne vedo l'ora.

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