Dal Torino Film Festival: Beast di Micheal Pearce – il Caffè al Cinema del 5-12-2017

 Beast di Michael Pearce Foto: Kerry Brown - TFF OFF 35

Beast di Michael Pearce Foto: Kerry Brown – TFF OFF 35

Una ragazza poco amata in famiglia, un bosco, un cacciatore: elementi che fanno di Beast una fiaba nera. Un interessante film d’esordio da Jersey, patria dello stesso Michael Pearce, che lo ha scritto e diretto.

Moll è una ragazza che vive sull’isola di Jersey assieme ad un padre mentalmente debilitato e una madre autoritaria. La sua sarebbe la tipica vita da figlia di buona famiglia borghese, se non fosse che proprio in casa è considerata un soggetto difficile e, a differenza di sua sorella e di sua nipote, poco degno di attenzione e di amore.

La ribellione. Una quotidianità piena di formalità e rituali ipocriti, che Moll tollera sempre meno, e gli atteggiamenti umilianti e soffocanti di sua madre le provocano sofferenze profonde che si risolvono in un senso di incontenibile repulsione. Di qui, una tendenza cronica alla ribellione, con scatti di furia che rientrano regolarmente e – in fondo – la conducono puntualmente a riconoscere l’autorità materna e accettarne le punizioni.

Una notte qualcosa cambia nella vita di Moll: vagando al buio fra luoghi selvaggi, la ragazza incontra Pascal Renouf, che le darà modo di trovare nuovi entusiasmi, di tornare a sognare, ma anche di rimettere dolorosamente in gioco le proprie (poche) certezze.

 Molly, la protagonista del film Beast di Micheal Pearce in concorso al Torino Film Festival 2017. Foto: Kerry Brown - TFF OFF 35

Molly, la protagonista del film Beast di Micheal Pearce in concorso al Torino Film Festival 2017. Foto: Kerry Brown – TFF OFF 35

Natura umana e natura fisica. La Jersey raccontata nel film di Pearce (che di quell’isola è figlio) è inquieta e tenebrosa, sia per propria natura che per la presenza di un misterioso maniaco che rapisce e uccide brutalmente le ragazze.

In tale contesto la giovane Moll, che pure vive le paure e la difficile esperienza del cambiamento e della crescita di una donna che non si è ancora del tutto formata, si trova piuttosto a proprio agio, essendo in fondo, al pari di Pascal, un’indomabile esponente della fauna del posto. Suggestive, a questo proposito, le immagini delle mareggiate, con le onde imponenti che si infrangono sulle coste dell’isola, e i paralleli tra l’esplosione dell’energia della natura e le intemperanze di Moll.

Tra la furia delle acque e dei venti i due si trovano in armonia, ma la situazione è in perenne trasformazione. Non sono tanto gli eventi, quanto piuttosto i processi psicologici a mutare i rapporti umani e quelli tra luoghi e persone. L’inquietudine e la tensione crescono a ritmo sostenuto, fino a condurre lo spettatore ad assistere ai terribili esami che la vita impone alla protagonista.

L’Io fragile. Esami pertinenti alla vita sociale di Moll, ma soprattutto al suo confronto con se stessa. La giovane è alla disperata ricerca di un io ideale, ma ogni principio di identificazione si rivela per lei puntualmente fragile e sfuggente, determinando reazioni di intensità crescente fino al sorprendente finale, che è forse il preannuncio del recupero di una forma di esistenza sociale.

L’idea centrale e la struttura del racconto non saranno originalissime, ma “Beast” resta un film d’esordio di alto livello, capace di coniugare la tensione e l’angoscia con inquadrature affascinanti e con qualche momento di ironia amara e oscura, molto British.

Diverse scene restano impresse per la grande qualità formale, oltre che per i contenuti, come le sequenze finali, oppure il brindisi “di perdono” di Moll e la sua aggressione al prato. Splendide sono anche le riprese degli eccezionali paesaggi dell’isola e del suo volto più selvaggio, panorami che non mancano mai di affascinare, anche quando acquisiscono tratti lugubri e sinistri.


Beast

(Torino Film Festival 2017 – in concorso)

Gran Bretagna 2017

Regia di Michael Pearce

Durata 107′

Sito ufficiale

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