Baviera e Seehofer: inseguire i populisti a destra non conviene.

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Dalla Baviera prima e da Berlino poi, sono due anni che Seehofer insegue i populisti, eppure continua a perdere consensi: cronaca di un fallimento (e di una lezione).


Sono passati due anni da quando l’allora governatore ora Ministro dell’Interno Horst Seehofer (CSU) incominciò la sua personalissima sfida ad Angela Merkel e la sua politica di accoglienza ai migranti.


Risultati? Nella sua Baviera, la CSU perde consensi proprio a favore dei populisti ed avanzano i partiti realmente alternativi, Verdi e Liberali.




il contesto


Correva l’anno 2016, e la Germania aveva aperto da pochi mesi le frontiere ai rifugiati (800.000 nel 2015) in fuga dall’ISIS e dalla Siria che si accatastavano in Grecia. Alla fine, la Germania riceverà oltre 1.400.000 richieste di asilo, il numero più alto in Europa.


La decisione del Governo CDU-CSU-SPD attiverà la propaganda la propaganda xenofoba e nazionalista della AfD. A farne le spese sarà l’Est (Sassonia 27%, Turingia, 22%, etc.), ma i nazional-populisti irromperano anche all’Ovest, soprattutto in Baviera (12,4%), il feudo elettorale della CS




Baviera è CSU


Per la CSU è il campanello d’allarme. Per i Cristiano-Sociali bavaresi, la regione ed il partito sono una cosa sola: una monade indissolubile ed identitaria di uno del Land più ricchi di Germania. 


Così, mentre la AfD diventa il terzo partito, rubando voti alla stessa CSU, quest’ultima scende sotto il 40%: 38,8%, ove punti in meno delle ultime regionali, un 47,7% che già suonava come un’allarme. Dovesse succedere alle elezioni del 14 ottobre, la CSU sarebbe costretta ad una coalizione.


Un evento mai successo nella storia dei Cristiano-Sociale. Un’eresia per Seehofer. Uno psicodramma per la Germania.




L’attacco di Seehofer ad Angela Merkel sui migranti




la corsa a destra


Da Monaco parte così l’attacco al “centrismo liberale” di Angela Merkel. Una battaglia che ha visto, prima delle elezioni, paventare, addirittura, la rottura dell’Union, la coalizione CDU-CSU che trasforma i Cristiano Sociali nella costola bavarese ed autonoma del partito nazionale.


Poco prima del Consiglio Europeo di Giugno, l’ultimo attacco dell’ormai Ministro Seehofer: o si chiudono le porte della Germania ai migranti secondari (i richiedenti asilo che hanno già fatto richiesta in altri paesi) o sarà crisi di Governo.


Merkel risponde ottenendo, come documentato dal Caffè e l’Opinione, la collaborazione di Spagna e Grecia. Non basta, tuona Seehofer schierando la Baviera con l’Austria di Kurz e l’Italia di Salvini.


Eppure, i Tedeschi, ma soprattutto i Bavaresi, lo abbandonano.




il collasso della Baviera


Stando agli ultimi sondaggi in Baviera, la CSU si mantiene sul 38-39%, come detto, -8% rispetto a 5 anni fa, con la AfD al 12-13% che si conferma terzo partito del Land. Si può obiettare che Seehofer ha fermato la caduta, ma ha fallito nel suo obiettivo: riprendersi i voti finiti ai populisti. 


Non solo, il travaso di voti dalla CSU ed il collasso della SPD, passata dal 20% del 2013 al 13% ha portato in auge i Verdi, ora seconda forza nel Land al 14,4%, un +6% rispetto a 5 anni fa. Nota bene: i Verdi sono pro-immigrazione e multi-culturali. Non solo, sono forza dominante già nel vicino, e simile, Baden Württemberg, la regione più ricca della Germania.


A destra della CSU prendono forza anche i liberali del FDP, che passano dal 3,3% al 6%. Un tradizionale alleato della CDU, ma dalle idee troppo poco conservatrici per i tradizionalisti della CSU. Eppure, buona parte di quel 2,5% arriva proprio da lì.


Anche a livello nazionale poco è cambiato dalla svolta a destra di parte del governo: l’Union rimane al 30%, -3% rispetto alle ultime elezioni.




Orban, populismo, ungheria, ueLa vittoria di Orban si basa sul populismo e sul creare una propria epica ‘rivoluzionaria’




inseguire i populisti è sbagliato


In sostanza, Seehofer ha cercato di emulare quanto fatto da altri partiti di centrodestra, come i Repubblicani francesi e i Tories britannici: rincorrere i populisti anti-migranti per ottenere i voti.


Quello che, in Italia, ha tentato il PD con il decreto Minniti (o con le molte svolte al centro-centrodestra degli ultimi anni). Come per il PD, anche per la CSU il gioco non è valso la candela. 


In Germania, come in Italia e Francia, la retorica populista parte dai Migranti, ma lì non rimane. Abbraccia poi il concetto di patria-nazione contro il “globalismo europeo” per trincerarsi in un “patrioti-contro-traditori-della-patria” (pro-migranti, europeisti, internazionalisti, etc.). 


Come si può pensare che basti una svolta sulla cosiddetta “sicurezza” per riprendersi quei voti?


Certo, per alcuni “Partiti Popolari” ha funzionato: tipo per Orban e Kurz. Solo che l’ungherese è diventato, a sua volta, un leader autoritario e populista l’austriaco (31 anni) ha dato un nuovo nome e volto ad un partito che governa, praticamente, da sempre.


Due casi estremi, che fanno storia a sé. Negli altri, ci si condanna solo al fallimento, in Baviera come in Italia, Francia eccetera.




Sebastian Kurz ed il nuovo populismo




L’alternativa da creare


Battere il populismo e la cultura populista (quella dei “- dodici” dopo la strage di Foggia, quella del “migranti = stupratori e criminali”, quella della “politica è superiore alla Scienza”), è una battaglia certamente politica, ma soprattutto sociale e culturale.


Si tratta di dare un’alternativa che prenda atto della sparizione delle ideologie tradizionali (socialismo contro popolari/conservatori) e abbracci i nuovi temi: ecologia, sviluppo socialmente sostenibile, superare gli interessi nazionali.


Non a caso in Germania prendono forza le forze realmente alternative ai populisti come i Verdi a Sinistra o i Liberali a destra. Stessa cosa che è successa in Olanda dove la vera novità furono i Groenlinks assieme ai liberali del D66.


O in Francia, dove a vincere è stata la destra-libdem di Macron (PS: nonostante tutte le critiche e gli scandali, il Presidente francese è al 36% nei sondaggi).


Non serve cercare di vincere il voto populista dandogli la caccia, serve un’alternativa, vera ed innovativa. Questa è la lezione tedesca. 


Vale per l’Europa intera, Italia compresa.




letture consigliate


  • la sopravvivenza di Seehofer ad ogni crisi: der Spiegel
  • i problemi del governo tedesco sull’immigrazione e la CSU, un’analisi delle diverse posizioni: der Spiegel
  • chi, cosa e come funziona Horst Seehofer: TAZ


Tutte le immagini sono elaborate da il Caffè e Opinione e distribuite sotto licenza CC 4.0.

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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