Basta, basta davvero dell’assurdità di questo paese – il Caffè Scorretto

Basta

Basta, basta mettere a rischio le vite dei ragazzi per vendere qualche biglietto in più. Basta alle vie di fuga insicure agli eventi: nei concerti e nelle manifestazioni ci si vuole divertire e non rischiare la vita. Il giorno dopo vuoi lamentarti degli schiamazzi o alzarti felice di quello che hai vissuto, soprattutto se sei andato ad ascoltare il tuo idolo. Non vuoi contare le vittime e piangere i morti. Non vuoi essere tu uno di loro.

Basta.

Basta davvero.

RU e Simone


Basta pensare che si ignori chi si ignora

Scusate, ma non potevamo tacere sulla strage al concerto di Sfera Ebbasta. Ora torniamo scorretti.

Tempo addietro abbiamo avuto il “caso Casalino”. Lo ricordate? Quello del del video dove il portavoce della Presidenza del Consiglio e capo della comunicazione del MoVimento ammetteva il proprio, chiamiamolo così, “disagio” verso anziani e disabili. “Un’interpretazione fatta per un corso di giornalismo” si è difeso Casalino che poi si è scusato in televisione per le frasi dette.

Nonostante questo, però, i disabili sono di nuovo al centro delle (dis)attenzioni di questo Governo: parliamo del “caso Dall’Osso”.


I disabili sono persone, non problemi

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Matteo Dall’Osso è parlamentare da due legislature per il M5S ed è disabile (ha la SLA). La sua storia politica è contrassegnata da un obiettivo: restituire dignità ai disabili in un paese dove le barriere architettoniche sono inferiori solo all’indifferenza delle masse.

Si discute della Manovra e Dall’Osso è il firmatario di un articolo, il 14.037 che andava a stanziare 10 milioni l’anno per 3 anni al Ministero delle Infrastrutture per “innovazione tecnologica delle strutture, contrassegno e segnaletica per la mobilità delle persone con disabilità”. Stando alla trascrizione della seduta, l’articolo sarebbe stato ritirato. Dall’Osso non ci sta: lui, la firma, non l’ha mai ritirata. Si discute in Commissione e Dall’Osso discute con i suoi colleghi del 5 Stelle e viene “invitato ad uscire dall’Aula”.

Si tenta di accantonare (ovvero non ritirarlo e ripresentarlo) l’emendamento, ma arriva, di nuovo, il parere negativo dei 5 Stelle, oltre che delle Lega: il partito che si è speso per creare il “Ministero delle Disabilità”. Su Facebook – vedi sopra – Dall’Osso pubblica il video del suo intervento (vedi sotto). Il deputato è scosso, non capisce come mai un governo che stanzia 10 miliardi da dare alle persone che non lavorano, non ne riesce a stanziare un millesimo per migliorare la vita a “persone” che non hanno scelto di essere disabili.

Con la voce rotta, Dall’Osso accusa “non lasciatemi solo”. Il Governo cerca di minimizzare, ma non capisce.

Il capogruppo 5 Stelle D’Uva parla e cita i 500.000 euro per la formazioni dei disabili e il raddoppio per i cani guida. Arriva a citare anche la “pensioni di cittadinanza” a 780 euro al mese che andrà ad alzare anche le pensioni di disabilità. Dall’Osso non voleva provvedimenti che andassero a “ammansire i disabili”, separandoli dalla società o dandogli semplicemente più soldi. Voleva far dare un segno che un disabile è una persona come le altre con il diritto ad essere mobile.

“Non lasciatemi solo” significa “non lasciate i disabili soli, dimenticati come pesi per la società”.

Lo hanno fatto e Dall’Osso è passato a Forza Italia. Loro, l’emendamento, lo hanno appoggiato.


Spazi di Manovra


Prove di alleanza biblica

 

Su Dall’Osso, Lega e 5 Stelle hanno agito di comune accordo come, peraltro, nel presentare la Manovra alla Camera per gli emendamenti, mentre il testo, non emendato, è stato spedito a Bruxelles per la verifica.

Ripetete con noi: “Bruxelles ha ricevuto e discuterà un testo che non è lo stesso che uscirà dalla Commissione Bilancio della Camera”.

Follia. Non ne siete sicuri? Provate a ripetete quella frase un altro paio di volte e se ancora non vi basta pensate che, nella Manovra, non ci sono le due norme simbolo, ovvero il Reddito e Quota100, ma solo due fondi, peraltro non vincolati.

Capite perché, secondo noi, è più interessante scrivere due righe su come il deputato leghista e la deputata 5 Stelle siano stati pescati a far sesso nei bagni della Camera? Perché mentre a me e a RU esplode il cervello per capire cosa pensino i nostri governanti, almeno loro, nel loro piccolo, si divertono, fraternizzano e cercano nuovi assetti e posizionamenti politici.



BASTA ecotasse (o Laura Castelli)

Se fai una legge, falla bene e magari evita che Laura Castelli ne parli. Parliamo di “ecotassa”, un provvedimento sulla falsa riga di quello francese che ha messo in crisi Macron (e di fatto Salvini sta già facendo di tutto per non ritrovarsi nella stessa situazione, lui che è il paladino del taglio della accise, prima o poi).

Dei Gilets Jaunes leggere in settimanasul Caffè e l’Opinione in settimana, in Italia, però, tale tassa non comporterà un aumento della benzina, ma un meccanismo di incentivi per le auto elettriche/ibride a fronte di svariati disincentivi sulle macchine diesel e benzina.

Piccolo particolare, l’ecotassa riguarderà le nuove immatricolazione e va a colpire il 67% del parco auto italiano, destabilizzando, nei fatti non la produzione della Panda citata dalla sempiterna Laura Castella, ma proprio tutto il nuovo piano industriale presentato da FCA per il rilancio degli stabilimenti italiani.

Ci deve essere una tassa che disencentivi le emissioni? Sì.

Deve colpire soprattutto le macchine del segmento basso, ovvero quelle che andrebbero comprate per rottamare il più vetusto parco vetture della UE (quello italiano)? Sì. Ci si potrebbe coordinare con un’industria che presenta, finalmente, un piano di investimenti concreto sul paese? Sì.

La nuova ecotassa rispetta uno di questi principi? No.

Ah, scusate, dimenticavo: noi l’Ecotassa la paghiamo già nel prezzo del carburante, tutto questo è, come sempre, propaganda che usa l’ecologia, per fare cassa ed è per questo che va a colpire, casualmente il 67% del parco vetture.

Grazie dell’attenzione.


I dolori del giovane PD

Da qualche parte c’è ancora qualcuno che crede che il PD esista ancora. Onestamente, non siamo fra di loro. Certo, c’è stato il pre-congresso ed esistono dei candidati per la segreteria, anche nomi importanti come il Governatore del Lazio Zingaretti e… e… ok, non fa ridere, ma in fondo che c’è ancora da ridere.

Esiste una convocazione congressuale, ma appare chiaro a tutti che Renzi, che intanto continua a smentire, stia per fondare un Movimento/Partito di comitati civici “a la Macron”: magari si chiamerà pure “Avanti in Marcia” e, alle Europee, correrà con Ciudadanos e ALDE.

Calenda flirta con l’idea del Fronte Repubblicano, ovvero un Movimento/Alleanza, liberal-progressista. Non è che alla fine Zingaretti si trova a fare il segretario di un PD+ con dentro gli ex-LeU di MDP (ovvero Speranza, Bersani, D’Alema)?

Se succede ricordatevi chi ve l’ha detto per primo.


Il caffè Scorretto

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