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Balle sovrane: le tante fake della campagna social di Salvini

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Le mille balle di Salvini per guadagnare voti: dalla UE al debito, dal Made in Italy ai migranti, dall’olio tunisino alle tasse.

Mancano 5 giorni alla fine della campagna elettorale per le elezioni europee e siamo entrati nella fase “balle al vento”, ovvero promettono ogni cosa immaginabile e non per dare l’ultima caccia ai voti, al limite del verosimile. Lo fa il MoVimento 5 Stelle della svolta moderata e “attenta ai conti”, lo fa il PD di Zingaretti e il suo programma-fotocopia del MoVimento “ma meglio”, la Meloni “affondiamo-le-navi”, ma c’è un politico in particolare che è passatoa ampiamente a diffondere Fake News senza alcun ritegno.

Si chiama Matteo Salvini ed è il leader della Lega prestato al Ministero dell’Interno.


Le balle sulla UE

Primo esempio, Salvini a Rai 1: “l’Italia è invasa dall’olio tunisino e dal riso cambogiano […] l’Europa ci riempie il frigorifero di carne agli ormoni”.

FALSO

Mentre in studio nessun giornalista smentiva la frase del Ministro, su Twitter arrivava la risposta di David Carretta di Radio Radicale:

  • olio tunisino: Ue ha offerto 35 mila tonnellate su 56.700 totali senza dazi allo scopo di sostenere l’economia del paese e disincentivare l’emigrazione verso la UE, principalmente l’Italia stessa;
  • riso cambogiano: la UE ha rimesso i dazisu richista dell’Italia stessa (NB: è un processo iniziato tre anni fa, quindi non riconducibile a questo governo);
  • carni agli ormoni: la UE le ha vietate, tant’è ch egli Stati Uniti hanno denunciato tale divieto come “inutili restrizioni al commercio”.

In aggiunta, è oppurtuno far notare come la produzine italiana di olio è sulle 370mila tonnellate, mentre quella spagnola e di 1,2 milioni di tonnellate, ben superiore a quella importata dalla Tunisia.



Ancora UE

Secondo esempio, Salvini su Twitter rilancia quanto detto ad Uno Mattina: “l’Europa è quella della precarietà, della Fornero, dell’immigrazione selvaggia, delle tasse, della distruzione del Made in Italy”.

FALSO

Ovviamemte, in studio, nessuno smentiva il Ministro, ma ogni singola frase detta da Salvini è, nella migliore ipotesi, fuorviante o, nella peggiore, falsa.

Sulla precarietà:

  • a livello europeo esiste una direttiva, emanata dalla Commisisone Juncker nel 2017 chiamata “pilastro europeo dei diritti sociali”;
  • l’applicazione della direttiva, in Italia, è lacunosa;
  • la direttiva parla di “retribuzioni minime adeguate” (punto 6) e, testualmente (punto 5) “vanno prevenuti i rapporti di lavoro che portano a condizioni di lavoro precarie, anche vietando l’abuso dei contratti atipici”.

Sulla legge Fornero:

  • invecchiamento demografico, riduzione dei salari e pessimo uso delle risorse di spesa della P.A. sono problemi interni all’Italia e, nell’ultimo caso, all’amministrazione sovranamente fatta delle risorse dallo Stato Italiano;
  • il dumping salariale reale si chiama produttività stagnante, si chiama tagli alla formazione e all’istruzione, si chiama mancati investimenti in conto capitale, si chiama, soprattutto risultato a lungo termine della svalutazione della Lira, unita all’inflazione anni 80.

Sui migranti, risponde Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI:

  • tra giugno 2018 e aprile 2019, circa 51.000 stranieri sono diventati nuovi irregolari in Italia, di questi, circa 11.000 sono la conseguenza diretta del “decreto sicurezza (oggi legge)”.

Sulle tasse, su cui il Ministro torna spesso sui social, ricordiamo che:

  • l’imposizione fiscale è materia competente solo ai governi dei singoli paesi membri, infatti non esiste una pressione fiscale comunitaria, ma 28 diversi regimi fiscali;
  • uno dei dibattiti principali dell’Europa è quello sull’unione fiscale, contestata, guarda un po’, proprio dai sovranisti.

Il made in Italy

Questo è un vecchio cavallo di battaglia della Lega (e del MoVimento 5 Stelle) soprattutto in ambito agricolo. Il problema è che, dati alla mano, proprio mediante il suo peso economico e commerciale, l’Unione Europea ha stretto accordi di cui l’export italiano ha fortemente beneficiato, sopratttuto nei settori primari della nostra industria manifatturiera, ovvero meccanica di precisione, componentistica etc. Ne ha beneficiato anche il “Made in Italy” alimentare. Stando a quanto riporta Qualivita, che proprio di prodotti protetti si occupa, il tanto vituperato CETA, l’accordo di libero commercio con il Canada coinvolgerebbe “41 denominazioni DOP e IGP (corrispondenti a 36 prodotti agroalimentari), che nell’insieme esportano 2,62 miliardi di euro in tutto il mondo, con il Canada che rappresenta il terzo mercato di riferimento Extra-UE dopo USA e Svizzera”.

Prima dell’accordo erano protetti 0 (zero), marchi DOP-IGP, ora 41: il 98% dei marchi così registrati in Italia. La critica della Lega (e di Coldiretti) è che vorrebbero proteggerne di più, il che è accettabile, ma da qualche parte bisogno pur cominciare.

Da notare che vari consorzi di DOP hanno pubblicamente appoggiato il CETA, fra cui il Grana Padano, l’Aceto Balsamico di Modena, il Gorgonzola, il Prosciutto San Daniele.


Le balle sul debito

A “Quarta Repubblica”, trasmissione di Rete 4 di Nicola Porro, Salvini afferma: “se italiani non lavorano, non pagano tasse il Debito aumenta, con regole e vincoli europei Debito è aumentato, evidentemente dobbiamo fare il contrario”.

FALSO

Come dimostra il grafico (già pubblicato qui), il debito pubblico italiano è aumentato di 50 punti% fra il 1980 e il 1989, proprio mentre l’Italia faceva defict superiori non solo al 3%, ma al 10%. Lo stesso debito è calato dal 120% di inizio anni 90 fino al 99% di metà anni 2000 proprio nel periodo in cui i vari Governi limitavano le spese in deficit ed amministravano l’avanzo primario per rientrare nel debito. Non è vero, quindi, che le regole e vincoli europei lo hanno aumentato. L’unico aumento dall’entrata in vigore di Maastricht è relativo alla crisi del debito sovrano 2009/2011, la quale a) nasce negli Stati Uniti e b) arriva dopo 17 anni di applicazione dei vincoli europei, risanamento del debito ed auemnto dell’occupazione.


C’è un ultimo esempio, di qualche giorno fa. Secondo Matteo Salvini, con i “porti chiusi”, il Governo avrebbe “fermato i morti in mare” citando una cifra: 2, ovvero il numero di morti registrate nel 2019. Anche questo dato è falso. L’OIM e l’UNCHR, enti internazionali e come tali lontani dalla propaganda, citano, rispettivamente 307 e 402 morti stimate nel Mediterraneo centrale.

La lista delle balle raccontate da Matteo Salvini potrebbe andare avanti per decine di pagine e scorrendola scopriremmo solo che il Ministro raramente racconta una verità sull’unione europea. Le uniche, rare, volte che lo fa, è per citare lo specifico crimine compiuto dall’immigrato X nella cittadina Y. Eventi a cui il leader leghista dona molta attenzione e visibilità social, mentre ignora le violenze della Polizia, il fatto che il TAR abbia bollato la chiusura dello SPRAR di Riace come atto illegittimo e “politico” o come l’inchiesta sui contatti fra ONG e “trafficanti di schiavi” sia stata archiviata dalla Procura di Catania.

Di queste cose, Salvini, non parla mai perché preferisce, evidentemente, le balle che poi vengono diffuse su Facebook e Twitter da account veri e falsi (il 62% dei follower di Salvini su Twittersono fake) anche grazie a quel tranello per elettori impazziati chiamato “VinciSalvini”.

 

Credits immagine: opera derivata diffusa sotto “Fair Use” (Freibenutzung) – quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale


il caffè e l’Opinione

Comments 1

  1. E sul Made in Italy mi viene anche da ridere se le nostre aziende vanno a produrre in altri paesi per ridurre i costi ma mantenendo alti i prezzi..

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