Astensionismo e Macron, i risultati delle elezioni francesi- il Caffè del 19-06-2017

 L'Assemblea Nazionale francese, sede del parlamento. Foto:  Marina Landa  Licenza:  CC 2.0

L’Assemblea Nazionale francese, sede del parlamento. Foto: Marina Landa  Licenza: CC 2.0

Si conclude la maratona elettorale francese. Due i vincenti, l’astensionismo ed Emmanuel Macron. Sconvolto il sistema politico francese. Se da una parte i Repubblicani si riconfermano, crollano ulteriormente i Socialisti e, a sorpresa, arretra il Front National.

Nel secondo turno delle elezioni legislative, La Republiqué en Marche (LRM) di Emmanuel Macron ha ottenuto, assieme agli alleati del Movimento Democratico (MoDem), la maggioranza assoluta dei deputati, 350 su 577. Nonostante il successo, il dato risulta inferiore agli ultimi sondaggi che proiettavano LRM fra i 400 e i 450 seggi a causa, soprattutto, della forte astensione arrivata al 57,4%.

Quest’ultimo, sostengono molti analisti, non sarebbe dovuto alla sfiducia del corpo elettorale in LRM, quanto alla disaffezione dell’elettorato più ideologizzato a fronte della vittoria “scontata” di Macron. A questo, si aggiungerebbe la volontà, da parte del resto degli astensionisti, di mettersi alla finestra ed osservare l’operato del nuovo Presidente.

Loading...

Loading…

Gli altri. La coalizione di centro-destra, formata da Repubblicani e i liberai dell’UDI rimane, come nel 2012, la seconda forza parlamentare con 137 seggi, pur perdendone circa 60 rispetto alle ultime elezioni del 2012. Le “sinistre” ottengono risultati alterni. I Socialisti, alleati con Radicale, Sinistra alternativa e Verdi, ottengono 44 seggi.

Bastonato alle presidenziali, dove il Presidente uscente François Hollande non si è ricandidato e il suo successore Benoit Hamon è arrivato al 6%, anche alle legislative continua la crisi del Partito socialista, il quale ottiene 30 seggi contro i 280 del 2012. In questo modo l’ex-maggioranza di governo perde oltre 250 deputati, un risultato che ha costretto alle dimissioni l’attuale segretario Jean-Christophe Cambadelis, subentrato ad Hamon solamente a maggio. Penalizzati anche i Verdi che passano dai 17 seggi delle elezioni precedenti ad un unico eletto nel 2017. 

La “France Insoumise” di Jean-Luc Mélenchon, a capo di una coalizione comprendente il Partito Comunista Francese, conferma i buoni risultati delle presidenziali arrivando a 27 seggi, 17 in più delle elezioni del 2012, dove Mélenchon era alla guida della “Federazione della Sinistra”.

 Manifestazione del Front National, al podio il patriarca Jean-Marie Le Pen, alla sua destra, con fascia blu, l'attuale Leader Marine Le Pen mentre a sinistra si intravede Marion Marechal-Le Pen, principale rivale di Marine e favorita dal patriarca. Foto:  Ernest Morales  Licenza:  CC 2.0

Manifestazione del Front National, al podio il patriarca Jean-Marie Le Pen, alla sua destra, con fascia blu, l’attuale Leader Marine Le Pen mentre a sinistra si intravede Marion Marechal-Le Pen, principale rivale di Marine e favorita dal patriarca. Foto:  Ernest Morales  Licenza: CC 2.0

La debacle di Marine Le Pen. Deludente il risultato del Front National (FN) di Marine Le Pen. Il partito aumenta il proprio contingente parlamentare passando da 2 ad 8 deputati fra cui figura, per la prima volta, la stessa Marine Le Pen.

Le elezioni legislative segnano, però, l’arretramento del partito sul piano del consenso nazionale, quello dove, solo un mese fa, Marine Le Pen aveva ottenuto un “trionfale” acceso al ballottaggio presidenziale. Nel nuovo parlamento, FN non potrà formare un gruppo autonomo e, mentre Marine Le Pen, festeggia, all’interno del partito aumentano le voci di dissenso all’jnterno del partito.

Secondo i dissidenti, guidati, fra l’altro, dalla nipote Marion Marechal-Le Pen, la leadership di Marine Le Pen sarebbe troppo orientata alla critica all’Euro che alla salvaguardia dei “valori tradizionali” della destra francese, portando il partito a perdere la sua identità politica.

Il modo in cui ha sconvolto il sistema politico, rende i cittadini speranzosi che egli possa allo stesso modo sconvolgere lo status quo della società e dell’economia francese

— Jean Garrigues, storico, su Emmanuel Macron

La rivoluzione di Macron. Le elezioni del 2017 passeranno alla storia come le meno partecipate dell’ultimo ventennio, ma, nel quadro parlamentare francese stanno marcando una vera e propria rivoluzione. Oltre il 75 percento degli eletti è, difatti, al primo mandato. Inoltre su 577 deputati eletti, 233, ovvero  il 40%, sono donne, un risultato che permette alla Francia di superare, in Europa, sia la Gran Bretagna che la Germania come percentuale di presenza femminile in parlamento. In entrambi i casi, fondamentale l’apporto di La Republiqué en Marche fra i cui eletti figura ben il 47% di donne.

Il futuro del nuovo parlamento. Per il neonato partito di Emmanuel Macron, il risultato è un indiscutibile successo, al di là dell’astensionismo. In relazione ai dati trionfali del primo turno, il risultato dei 350 seggi vinti dalla coalizione LRM/MoDem sembrerebbe un passo indietro, ma il risultato mette al sicuro il governo del Primo Ministro Edouard Philippe. Inoltre. i 289 seggi ottenuti da LRM da solo, permettono al partito di non dipendere dall’alleanza con i MoDem di François Bayrou.

Le riforme. Per il nuovo parlamento inizia ora un periodo di lavoro concitato a causa delle riforme messe già in campo dal Governo Philippe e che il Presidente vorrebbe approvate entro il 2018. A fine estate, quindi, dovrebbe arrivare al voto la riforma del mercato del lavoro. Si tratta di una riforma centrale per Macron, la quale porterebbe alla fine delle contrattazioni nazionali nei riguardi dei contratti di lavoro nelle piccole e medie imprese a favore di trattative singole per ogni impresa, esattamente come succede ora nel modello tedesco. 

A questa dovrebbero poi far seguito la riforma delle pensioni e varie misure di alleggerimento della tassazione sulle partita IVA e incentivi agli investimenti. In ballo, per la Presidenza, la propria credibilità nei confronti dei partner europei, necessaria per avviare, l’anno prossimo, il processo di riforma della UE: il fulcro del programma politico internazionale di Emmanuel Macron.


Per approfondimenti:

– il futuro della Francia: The New Yorker

– come si configura il potere politico di Macron: The Guardian

– sulle riforme di Macron e il suo rapporto con l’Europa: Frankfurter Allgemeine Zeitung

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

Commenta!

avatar
  Subscribe  
Notificami